Velluti di Zoagli

Zoagli, un paese di velluto. Un luogo comune, un'immagine pubblicitaria, uno stereotipo sbiadito nel tempo? Non è vero.
L' arte della tessitura in Liguria nasce a Genova verso la metà del quattrocento; lo sviluppo di questa attività é legata ai commerci ed ai mercanti genovesi che importavano via mare dall'oriente le sete pregiate. Nei secoli 400 e 500 gli artigiani forniscono una produzione di elevata qualità che i mercanti supportano con una capacità commerciale non comune e Genova invade l' Europa di tessuti ed in particolare di velluti e damaschi. Nel cinquecento Genova sfruttando il connubio fra produzione, i tessitori, e marketing, i mercanti, fa della seta una risorsa formidabile per le casse cittadine. Il controllo di questa risorsa impone una struttura rigida dell'organizzazione produttiva: setaioli, tintori, tessitori e commercianti ,con singoli statuti, stabiliscono in maniera ferrea le singole competenze, le caratteristiche specifiche del prodotto finito che ciascuno fornisce e che non possono in alcun modo essere variate. Le rigide leggi della corporazione, l'imposizione di norme sempre più severe unite allo strapotere dei commercianti rispetto ai tessitori (era il mercante che acquistava la seta e la dava al tessitore ritirando poi il prodotto finito e provvedendo alla commercializzazione) pur garantendo una elevatissima qualità del prodotto imbrigliano il mercato cittadino e spingono la produzione fuori dalle strette mura della città.

Le riviere rappresentano un terreno fertile in quanto le regole vengono evase con maggiore facilità e soprattutto perché la manodopera costa meno in quanto la tessitura si aggiunge ad altre attività, agricoltura e pesca, che forniscono altri redditi; ad esempio durante il periodo di raccolta delle olive, la produzione di tessuto crollava ed i mercanti non potevano ritirare il prodotto.
(Il velluto di Zoagli era famoso in tutta Europa. Era considerato una delle stoffe più preziose ed era molto ricercato; si chiamava "velour de Genes" ma era tessuto a Zoagli. La tradizione della tessitura a Zoagli era una tradizione plurisecolare che si tramandava di madre in figlia e che richiedeva una abilità ed una fermezza di mano straordinarie.

Bastava un niente perchè la lama taglientissima che doveva correrre nella scanalatura del ferro anzichè tagliare il pelo, tagliasse la pezza e fosse rovinata; forse ancora tanti di noi hanno ancora nella memoria la battuta del telaio a mano e della rincorsa della spoletta; ma l'alzata della lama per il taglio del pelo che fa nascere la morbidezza del velluto è un gesto straordinario e difficilmente immaginabile per chi non lo ha mai visto. Osservare le filatrici nel taglio deciso del velluto è come partecipare ad un rito; semplice, definitivo, essenziale, portato con la sicurezza di secoli di esperienza; un gesto che le donne sanno portare con forza risoluta, ma con delicata sensibilità. La tessitura a Zoagli aveva influenzato anche la l'architettura delle case; in ogni vecchia casa a fianco della finestra grande c'era una finestrella minore che proiettava luce radente sul telaio.)
Nel corso degli anni la concorrenza straniera strappa i maestri artigiani alla Repubblica di Genova e diventa più aggressiva, le forti limitazioni al libero mercato mandano in il crisi settore che vede di continuo decrescere le quantità prodotte ed i telai in funzione.
Dove la popolazione trova altre forme di occupazione i telai diminuiscono velocemente: restano dove le alternative sono inesistenti o quasi. Dal settecento in poi cala drasticamente il numero dei telai e dei tessitori e maggiormente dove nascono altre occupazioni: potremmo dire che la presenza dei telai resta legata all'impossibilità di altri redditi: alla povertà insomma. E' a costo di grandi sofferenze quindi che è sopravvissuta fino ad oggi a Zoagli e Lorsica l'arte più antica della tessitura dei velluti e dei damaschi; quelle scogliere a picco che oggi fanno la gioia dei turisti, quelle fasce pietrose spianate lungo la montagna non garantivano neanche un agricoltura sufficiente ai consumi di chi coltivava. Restano solo qui gli antichi telai, anche se fermi sovente, dove nascono velluti, damaschi e lampassi pregiatissimi. Non sappiamo quanto tutto questo potrà andare avanti nel tempo, ma, almeno fino ad oggi, mani lente e silenziose a Zoagli e a Lorsica producono tessuti "vecchi" seicento anni. Passando, davvero, val la pena fermarsi.
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