barca di legno a remi
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Di scoglio in scoglio


La flotta dei latini di Storie di Barche muove lungo la rotta del cabotaggio costiero da Genova a Sestri Levante per trasportare, come un tempo, le merci di Liguria.


23 Giugno 2007 a Zoagli


Zoagli spiagge liguria barca


Le barche della storia di Liguria fin sulla piazza per imbarcare le sete ed i velluti tessuti a mano. Quindi la proiezioni delle immagini delle Vele Latine e della costruzione del Gozzo Santa Caterina. Sarà presente anche il BiblioBus della Provincia di Genova attrezzato per il prestito dei libri sul mare.

Il perhé del viaggio.
Il mare ha costituito la principale via di trasporto e di traffico tra i paesi della costa quando ancora non esisteva una strada litoranea sicura e facilmente percorribile dai carri. Ancor oggi certi punti della costa ligure non si raggiungono agevolmente se non per via di mare.
Nell’economia dei paesi rivieraschi la barca assurgeva dunque ad un elemento di vitale importanza, costituendo il modo e il mezzo con il quale si determinava e si sosteneva una vasta circolazione di oggetti, alimenti, uomini e informazioni. La vita marittima, assai intensa e caratterizzata dal piccolo cabotaggio è stata facilitata comunque da alcuni doni del nostro territorio.
I paesi della costa sono infatti a ridosso dei folti boschi montani; il legname era dunque abbondante e facilmente reperibile. Le spiagge frequenti ed il mare subito profondo, oltre a costituire un approdo sicuro, permetteva di varare facilmente le imbarcazioni e tirarle a riva in pochi metri per le eventuali riparazioni.

La navigazione si effettuava sotto costa, “di scoglio in scoglio”, come i granchi di mare” senza perderla mai di vista. Anche quando i marinai più ardimentosi e provetti affrontarono il mare aperto, il nucleo delle attività marittime rimase legato a flotte di barche che ancora nel 1700 assicuravano i trasporti tra Napoli e Genova, tra Genova e la Provenza, dal Languedoc a Barcellona.
Una navigazione casalinga dove i marinai ragionevoli, la maggioranza, non uscivano dallo specchio d’acqua loro familiare, da quel particolare “Mediterraneo” del quale conoscevano anse, correnti, litorali, cale, venti normali e anomali. Un cabotaggio di questo tipo consentiva un facile e ottimale sfruttamento del carico. Ogni scalo, ogni spiaggia erano occasioni per vendere e comprare, rivendere e scambiare.
Si era così formata nel corso del tempo una diffusa cultura marinara, popolare che va intesa, non solo come capacità di navigare e di andar per mare, ma anche di costruire e riparare un’imbarcazione, di amarla e di dotarla di vele e della necessaria attrezzatura.
Molto per necessità, altrettanto per comodità, il mare ha condizionato e determinato la storia delle gente ligure. Non è solo questione di orografia, ci sono ragioni fisiche (minor consumo di energia motrice, maggiore velocità) che fanno del mare la migliore via di comunicazione commerciale tra diversi luoghi.
A parte i rari periodi storici in cui il mare è stato visto come ostacolo, barriera insuperabile, la storia dell’uomo è stata fatta quasi più sull’acqua che sulla terra.

Tutta la costa ligure fu sino al XIX secolo un susseguirsi di porti dove accanto ai grandi scali commerciali internazionali, Genova, Savona, Porto Maurizio, vivevano realtà minori legate a traffici particolari, come il vino delle Cinque Terre, l’ardesia di Lavagna o il corallo corso e sardo e al piccolo cabotaggio in genere. La cantieristica ligure in legno in quel periodo si sviluppò enormemente.
Nata dalla tradizione romana e bizantina che favorirono lo sviluppo della tecnologia nautica locale, sia per la costruzione delle imbarcazioni sia per il calafataggio degli scafi, stimolata a svilupparsi dopo il Mille dalle Crociate e dal contemporaneo aprirsi dei mercati arabi al commercio con l’Occidente, la cantieristica locale arriva nell’Ottocento a raggiungere una posizione di primo piano nell’area del Mediterraneo.

Nel corso del XIX secolo, la Liguria nel suo complesso e il litorale della Provincia di Genova in particolare, da Sestri Levante a Varazze, passando per le tradizionali zone di costruzione della città ( la Foce, Sampierdarena e Sestri Ponente), rappresentano l’area dove vengono progettate e costruite il maggior numero di navi in legno in Italia. Nel corso di un periodo di tempo che va dal 1814 al 1875, alla vigilia della grande crisi che interessò la navigazione in legno ed a vela, l’area in questione produsse qualcosa come il 45% del totale dei bastimenti a vela sopra le 100 tonnellate armate in Italia.