Il Gozzo Ligure, detto cornigiotto: il Santa Caterina
E’ la barca simbolo di Storie di Barche poiché
la sua costruzione significa aver raggiunto un importante e ambizioso risultato quale aver portato, dopo oltre cinquant'anni tre giovani carpentieri, con l’aiuto di un esperto maestro d’ascia, a realizzare con tecniche tradizionali una delle barche più complesse ed affascinanti della tradizione mediterranea: il gozzo cornigiotto.
Il Santa Caterina si prende sulle spalle la tradizione di Liguria e la spinge nel futuro.
Il progetto, chiamato
la Grande Sfida
, è stato realizzato da Storie di Barche con il Mu.Ma,
l’Istituzione dei Musei del Mare e della navigazione di Genova che raggruppa Il Galata, La Commenda, Il Castello d’Albertis e il Museo Navale di Pegli. L’iniziativa ha preso avvio nell’Ottobre del 2005 con la presentazione presso lo stand della Regione Liguria al salone della nautica di Genova e si è definito con
il varo
dalla spiaggia di Boccadasse il 3 Giugno 2006: da quella data la barca è esposta al Museo del Mare di Genova. Il gozzo, della lunghezza di 5,5 metri e larga 1,8 metri per un peso di circa 300 kg, ha preso parte, tra un’esposizione e l’altra, al circuito delle regate della Vela Latina: il Santa Caterina è stato realizzato sulla base dei
disegni
realizzati da Francesco Oneto con la collaborazione di Sergio Spina e grazie ai mezziscafi appositamente realizzati in associazione.
Tre giovani Maestri d'ascia per la Liguria, grazie alla costruzione del gozzo. La realizzazione del Santa Caterina restituisce alla Liguria tre giovani maestri d’ascia, riporta per mare i boschi di liguria con il cui legname la barca è stata realizzata, e consente ai ragazzi delle scuole che frequentano i percorsi didattici realizzati sul tema dal Museo del Mare di rileggere dal vivo una delle pagine più interessanti della nostra tradizione marinara.
Il Santa Caterina è stato varato grazie al sostegno dei partners: Lanterna Alimentari Genova, Dico e Findus oltre che degli sponsors Switch, Grendi, Finsea e Banca Profilo.
Hanno sostenuto l’iniziativa anche Top Pisano, Castorama, Il consorzio Forestale Valle Stura e Orba, gli Ormeggiatori del Porto di Genova, Columbus Informatica e Cecchi, Lega Navale Sestri Ponente e Cnuc di Genova.
Al Salone della Nautica 2005, al Salone del 2006 sempre con la Regione Liguria, all’EuroFlora 2006, al Museo del Mare dal giorno del varo, migliaia di pagine su Internet: una barca da esposizione, è solo questo Santa Caterina?
Ma non è così: non siamo nel virtuale. La barca è scesa in mare nel borgo di Boccadasse, di tutte le spiagge la più difficile, quella dei maestri d’ascia più antichi e più noti, dove le barche san come si fanno. Sette giorni dopo in mare a regatare contro le consolidate barche del circuito Univet quali il Can Neigru, il San Giuseppe, il Biancamaro, il Cian Cianin, il San Michele: sette giorni di vita contro qualche centinaio di anni di storia di mare. Non si pensi che dentro il Santa Caterina ci sia la passione di qualche anziano pensionato per gli storti di legno; clamoroso errore: dentro c’è il lavoro (ma veramente tanto) di tre giovani carpentieri, già molto capaci, che tornanano maestri d’ascia. E' non è per gli Stand della Regione Liguria al Salone Nautico o per qualche comparsata in Televisione, che il Santa Caterina è una simpatica, oleografica, pagina del tempo che fu: non è così. ...è, forse, la storia di Liguria che, piano, piano, ritorna al vento