Checco

E' questo il nome di un gozzo di legno donato a tre soci dell'Associazione appassionati
di imbarcazioni in legno e desiderosi di andare per mare con un armamento a vela
latina. Molto spesso, infatti, l'affascinante avventura di chi intraprende una
attività di restauro di antiche imbarcazioni, comincia proprio così;
nel caso del Checco, un gozzo catalano in legno lungo 4 metri e 60 cm., l'avventura
dei tre amici, Michele, Nicola e Stefano, è cominciata sulla spiaggia dei pescatori
di Recco ove, il comandante Cannoni della Capitaneria di Porto di Genova, ha donato
l'imbarcazione ai tre giovani armatori con la promessa solenne che l'avrebbero
portata al suo antico splendore. Era una mattina dell'estate del 2000 quando,
con il carrellino dell'Associazione e la guida del Presidente Roberto Guzzardi,
che li incoraggiò fin da subito ad intraprendere l'affascinante avventura, si
recarono a Recco per prendere in consegna il natante; i tre non dimenticheranno
mai gli occhi lucidi di Francesco, figlio del Comandante Cannoni, al momento di
salutare il gozzo con il quale avevano
passato in mare tanti bei momenti scorazzando a levante e a ponente con un motore
entrobordo Bernard Marine.

Il gozzo in effetti era in pessimo stato di conservazione:
alcuni mesi di non utilizzo associato ad alcuni interventi rimandati per troppo
tempo rendevano necessari importanti interventi di restauro, poi realizzati, quali
la sostituzione della chiglia, dei madieri e staminali, della ruota di poppa,
dei bordi, dei banchi e delle serrette. Il gozzo fu portato inizialmente a Pieve
Ligure, presso la sede dell'Associazione, con l'intenzione dei tre amici di dedicare
il proprio tempo libero al restauro della barca; l'inesperienza e la complessità
del lavoro portarono alla decisione di fare effettuare almeno alcuni interventi
più specialistici da un maestro d'ascia; i diversi interventi, realizzati da AlmoTaravacci
di Prà sono durati svariati mesi, per la verità tre anni, anche perché le maestranze
coinvolte non vi lavorano a tempo pieno in maniera costante e continua. Tale condizione,
unita a mutamenti nella vita e nelle priorità dei tre amici, portarono alcuni
di loro alla triste decisione di abbandonare l'impresa. Nicola sopravvisse alla
particolare condizione nella quale l'entusiasmo a procedere, ahime, talvolta sembrava
sparire per non tornare più lasciando anzi lo spazio alla voglia di piantarla
lì.

Nella primavera del 2004 il gozzo uscì dal cantiere di Pra per tornare a Pieve
Ligure ove erano ad attenderlo alcuni lavori finali connessi all'armamento con
la vela latina: bompresso, archetto, albero, antenna nonché il gioco di vele.
Un anno dopo, dopo un estate nella quale il Checco, anche se a remi piuttosto
che a motore, ha finalmente riconosciuto le proprie linee d'acqua.. vera, quella
di mare, vede oggi ultimato il proprio armamento pronto a partecipare a raduni
velici, rigorosamente a vela latina, in giro per il Mediterraneo.