Costruzione del Dory di Swampscott

Il Dory
è un barca lontana dalla tradizione ligure, concentrata su gozzi e lancette.
L'idea della costruzione del dory nasce dalla ricerca di due requisiti per la
barca: buone caratteristiche sotto remo con possibilità di sfruttare il vento
con una vela e la praticità costruttiva.L'uso del remo e della vela ha
orientato subito la ricerca su barche tradizionali; ci si è trovati quindi
a risalire nel tempo arrivando ben presto alle barche da lavoro.
Questo "salto"
nel tempo ha comportato anche l'aver ritrovato una caratteristica ormai non
comune alle piccole barche e cioè la lunghezza: nei tempi moderni la
lunghezza delle barche si è molto ridotta per motivi di praticità
(di fatto, nelle piccole barche, la lunghezza è data oggi dalla possibilità
di "cartopping" cioè di trasporto con la macchina), perdendo
tuttavia nelle qualità marinare della barca e nella resa sotto remo.
La lunghezza di cinque metri e cinquanta cosituisce certamente una particolarità
di questo dory. Un altro elemento che accentua le caratteritiche marine del
dory è la tipica forma a doppia prua: anche in questo caso le barche
moderne a poppa squadrata hano certamente reso più sfruttabili l' imbarcazione,
tuttavia scrificando anche qui le caratteristiche marine della barca.La doppia
prua e la lunghezza del John Dory (questo è il nome del disegno originale)
danno a questa imbarczione un profilo assai inusuale per i nostri standard e
propongono un barca probabilmente meno comoda, ma con ottime caratteristiche
marinare: veloce ai remi, filante sotto vela, adeguata anche con mare formato.
L'altro
aspetto fondamentale di questa barca riguarda la chiglia piatta e la conseguente
"facilità" costruttiva: il progetto del Dory varato a Pieve
nasce dall'idea di un socio che voleva autocostruire la barca e che ha trovato
nell'Associazione un supporto logistico. Il "mondo" dell'autocostruzione
impone il rispetto di regole che si adattano perfettamente alla realizzazione
del John Dory, la versione di Dory scelta per il definitivo progetto. Ecccone
alcune: non si possono affrontare difficoltà costruttive di tipo professionale,
le attrezzature necessarie debbono essere contenute, i costi devono rimanere
sotto controllo e le ore non devono essere infinite perchè diversamente
o il progetto non va a termine o, per finire la barca, si perdono per strada
la famiglia, gli amici, il lavoro etccc.... Queste "regole" sono abbastanza
compatibili con la versione di Dory realizzata a Pieve: un fondamentale contributo
alla semplicità costruttiva viene dalla chiglia piatta, dall'uso del
compensato e delle resine epossidiche. Un altro fattore determinante e forse
non così comune nella valutazione di una barca e del suo progetto è
l'esistenza o meno della vela.
La presenza della vela che "regala"
di fatto un motore alla barca comporta tuttavia una "complicazione"
costruttiva notevole: deriva, carabottini, timone, albero e vela sono in "pratica"
quasi un'altra barca e raddoppiano, su questo tipo di progetto, i tempi di costruzione.
Nesuno dei principi di cui sopra, è putroppo compatibile con la costruzione
di un gozzo o con una lancia, ecco quindi come è arrivato un Dory sulle
coste di Liguria.