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Una barca a 1000 euro.

Una Barca in legno a Mille Euro: Storie di Barche all'attacco dell’armamento in plastica.

Una Barca a Mille Euro è un’iniziativa di Storie di Barche che prevede la consegna di una barca in legno a chi porterà in dote all’Associazione mille Euro. L’Associazione garantisce la carpenteria in legno: è a cura del socio interessato la sola stuccatura, la pitturazione e il trasporto. E’ il Presidente di Storie di Barche, Stefania Badino, che spiega le ragioni e i termini dell’iniziativa.

Dunque Stefania: Una barca in legno a Mille Euro cos’è un trucco, un’illusione, una fallimentare discesa di Storie di Barche nel commercio nautico, una provocazione?

Niente di tutto questo: i termini della proposta sono molto concreti. Chi è interessato a una barca, con questa iniziativa può godere per mille euro di un’imbarcazione in legno di cui Storie di Barche garantisce la carpenteria. Quindi, una barca in condizioni strutturali e di componentistica perfette: resterà a carico del socio l’eventuale calafataggio, la stuccatura e la pitturazione. Si tratta insomma di lavori che qualunque appassionato può realizzare a casa propria con un modestissimo costo, in tempi limitati, divertendosi, senza la necessità di riparare ordinate, sostituire tavole di fasciame, ripristinare bordi e quant’altro. Insomma senza operazioni che necessitino di lavori di falegnameria lunghi e complessi. Alla fine, con un numero limitato di ore, si arriverà ad una barca perfetta, ad un “giocattolo” di legno che potrà competere con qualsiasi mezzo in plastica sia sotto il profilo del costo, delle prestazioni marine nonchè della simpatia.

Costruzione del bordo di un gozzo: massima difficoltà Regata: la fruizione più sofisticata di una piccola barca Esperti timonieri gigioneggiano

Quali sono le ragioni di un’iniziativa del genere? Dopo il recente articolo sulla chiusura della bottega del Lallo a Boccadasse, abbiamo ricevuto moltissimi messaggi. La gran parte di indignazione, alcuni di stupore, altri di nostalgia, ma abbiamo ricevuto anche alcune critiche. La critica, sostanzialmente, è stata questa: sorprendersi che il mondo dei maestri d’ascia sia finito è come scoprire l’acqua calda; pensare di riproporlo oggi nei termini in cui era, mentre ci sono problematiche gravissime e una crisi economica stringente, è veramente senza senso. Insomma il problema non è: come era bello quel mondo, ma come lo riproponiamo oggi e da Storie di Barche alcuni si aspettavano una riposta un po’ più prospettica, più propositiva e non solo una denuncia.

In quali termini l’iniziativa della barca a Mille Euro risponde a questa istanza e come concretamente pensate di “sconfiggere” la plastica? L’iniziativa parte proprio dalla “fine” di questo mondo, dal fatto che Storie di Barche, riceve con grande frequenza, donazioni di barche in legno più o meno piccole: gozzi e lance principalmente. Barche in regalo, piuttosto che Storie di Barche se ne faccia carico e non finiscano nel fuoco. Si tratta di imbarcazioni di diversa bellezza e in diverso stato, ma tutte con una storia alle loro spalle. Abbiamo così recuperato, negli anni, il Biancamaro, il Crevei, il Checco, il Mara Mau, il bellissimo Mani Man di Zoagli: quest’anno toccherà ad una barca importante come il Città di Voltri, ma molto oltre non possiamo andare e assai di più sono le barche che abbiamo dovuto abbandonare al loro destino.

Un gioiello in mare a Bogliasco Problemacci sottIl cinta Giocano anche le donne

E’ sufficiente tutto questo? Assolutamente no, ma proprio perché “quel mondo” è finito si sono determinate altre due grandi opportunità. La prima è che le “Istituzioni” si sono ben accorte che la fine di un’epoca e la perdita di un patrimonio culturale simile non è una bella cosa. Non hanno la forza o la capacità o il genio di salvare la Bottega del Lallo, ma Storie di Barche, pur con tutte le difficoltà del mondo pubblico, è sempre stata osservata con riguardo. Fra le “Istituzioni” mettiamo anche il mondo dell’impresa che principalmente sostiene Storie di Barche attraverso le sponsorizzazioni. La seconda opportunità è data dal fatto che nonostante il mondo barche in legno stia effettivamente malissimo è anche vero che questo “sapere” una volta era diffusissimo. Era un patrimonio di moltissimi. Questo “sapere” o questa “voglia di saper fare” è ancora nei cuori e nelle mani di tanti: persone avanti negli anni, ma anche giovani.

Suona un po’ teorico tutto questo. E non lo è affatto. Scegliamo le barche migliori che ci vengono regalate, mettiamo a posto la parte in carpenteria facendoci sopra un “corso” pratico per chi frequenta Storie di Barche e offriamo uno scafo perfettamente integro a Mille Euro. Da lì, chi è interessato può partire mettendo la barca a posto anche nella parte superficiale divertendosi e giocandoci di persona. Alla fine non ci sarà barca di plastica che tenga.

Festa di gozzi d'epoca Storie di Barche Scafi da Mari del Nord

Bella scommessa: credete veramente di vincere? Giochiamo per vincere e quindi l’iniziativa comincia da un gozzetto che arriva da PortoFino, anno 1958 di Viacava. La barca è perfetta tranne nei bordi che dovremo rifare.

Intrigante, ben stagionata certamente questa barca, ma siete sicuri di farcela? Non è che il peso della manutenzione del legno spaventerà tutti? Non è che il mondo delle piccole barche dalle nostre parti è finito, legno a parte? Non siamo assolutamente sicuri di farcela, però possiamo essere certi che se la carpenteria di una barca è a posto, la manutenzione conseguente è minima (ovvio che la barca quando è in secca va gestita con cura) e quando l’impegno è ridotto può anche essere divertente. Il problema dell’accesso al mare delle piccole barche in una riviera come quella ligure è invece molto complesso, ma siamo fiduciosi che qualche cosa succederà. Prima o poi anche le Istituzioni e l’Industria del Turismo capiranno che le barche tradizionali fanno parte del nostro paesaggio e una Liguria invasa dalle barche di plastica è molto più brutta, sporca e rumorosa. A Cesenatico per esempio, hanno imposto che la parte del porto canale più prestigiosa sia riservata alle barche tradizionali più o meno grandi e chi passeggia nell’antico borgo non sfila negli scappamenti dei motoscafi, ma fra bragozzi, tartane, paranze e battane: uno spettacolo di museo (che museo non è affatto) che si muove sull’acqua. Insomma Biancamaro, Crevei, Città di Voltri, Mani Man e tante altre ritorneranno e … magari … forse.. anche la bottega di Boccadasse. Per questo Storie di Barche conserverà con cura e pazienza l’ascia che il Lallo le ha regalato.Promesso.