barca di legno a remi
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Boschi e boscaioli di Liguria

Chi guardasse al rapporto tra territorio e superficie occupata dai boschi scoprirebbe che la Liguria è la zona più boscosa d'Italia e forse del Mediterraneo. Il terreno impervio, ostile ai grandi insediamenti urbani ed allo sviluppo agricolo, ma ricco di piccoli corsi d'acqua, insieme ad un clima mite e umido dovuto allo scontro fra i venti provenienti da Sud ed i rilievi montuosi, ha permesso la crescita di vasti e ricchi boschi. E proprio la presenza di grandi aree boschive vicino alla costa con differenti specie arboree ha sempre costituito uno dei punti di forza della cantieristica ligure, creando uno stretto e continuo rapporto tra maestri d'ascia e boscaioli. Il boscaiolo da semplice taglialegna diveniva allora colui che nella foresta sapeva riconoscere quanto poteva servire al cantiere navale, e quindi da quali piante si potevano ricavare i corsi di fasciame, le ruote, i braccioli, gli alberi e le antenne e soprattutto il "corbame", l'insieme cioè della costolatura dell'imbarcazione. La ricerca di queste parti era difficile, anche a causa della grande richiesta di legnami da costruzione navale, e per tal motivo si chiamava malsitrova (da ricordare il fatto che nell'imbarcazione l'unico pezzo rettilineo è costituito dalla chiglia). Per ovviare alla scarsità di legnami naturalmente storti, si cercò di modellare le piante durante la crescita, piegandole con funi e pesi per ottenere la formazione delle curvature desiderate. Grandi boschi di rovere venivano coltivati e curati a questo scopo. Sotto la spinta di una pressante richiesta della cantieristica navale e dell'industria del fuoco (ferriere, vetrerie, fornaci), che avevano trovato l'ideale collocazione nell'immediato entroterra, si resero necessarie delle leggi di tutela del patrimonio boschivo. Non erano infatti tanto l'incendio o le malattie delle piante che minacciavano il patrimonio boschivo, quanto un esteso sfruttamento che non permetteva la sua rigenerazione. Oggi i nostri boschi, non più minacciati da un uso troppo intensivo, hanno intrapreso una lenta ma costante crescita dimensionale, anche se sono qualitativamente intaccati da presenze estranee e da forti processi degenerativi dovuti all'abbandono, agli incendi, e al dissesto idrogeologico. Nell'ambito della ricerca svolta dall'Associazione alla riscoperta delle tradizioni marinare liguri sono state ripercorse tutte le fasi della costruzione di un'imbarcazione, a partire dalla scelta della materia prima elementare : il legno. Si è quindi provveduto alla selezione e all'abbattimento degli alberi necessari. A tale scopo sono state seguite tutte le "Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale", indicate dal Corpo Forestale dello Stato, così da non danneggiare la funzione idrogeologica, igienico-sanitaria, paesaggistica e occupazionale del bosco. Infatti il bosco anche se di proprietà privata è un bene pubblico e non è permesso il suo taglio indiscriminato. Negli anni 1995 e 1998 l'Associazione ha effettuato diversi tagli nel bosco di Macallè. Ottenuta l'autorizzazione dal Corpo Forestale dello Stato, sono stati tagliati una quarantina di pini marittimi successivamente trasformati in tavole da fasciame. Con l'obiettivo di promuovere ed incentivare diverse iniziative di restauro e valorizzazione di gozzi e lance in legno, l'Associazione offre gratuitamente tavolame stagionato per fasciame. L'offerta, rivolta ad Associazioni o singoli che si cimentano nel recupero di imbarcazioni tradizionali liguri, nel corso di questi anni è stata ben accolta; sette barche navigano con fasciame fornito da noi, mentre altre tre imbarcazioni, ancora in fase di restauro, ne stanno beneficiando.