Sagra della mimosa
Sagra della mimosa a Pieve Ligure: il Paese delle Storie di Barche, per l’eccezionale evento, tutte vestite a festa
La costruzione delle corde, le reti da fieno, la mostra mercato delle barche tradizionali, gli antichi mangiari.
Così le Storie di Barche dicono di Pieve Ligure…

A Pieve Ligure, un altro scherzo di Liguria, il mare non c'è; le barche per prendere il mare non scivolano sulla spiaggia, ma bisogna lanciarle dalla scogliera. Gli ombrelloni estivi non esistono perché non si possono "perforare" gli scogli e per far il bagno bisogna giocarsi l'entrata con il filo delle rocce. Pieve Ligure un posto da dimenticare e passar via? No gente: non è così. A Pieve Ligure la natura ha capito per tempo come sarebbero andate le cose e si è difesa adeguatamente da insostenibili invasioni di radioni, ombrelloni e sedie a sdraio.
Il vecchio borgo l'ha sistemato in cima ad una decisa salita gradinata ad ulivi, ma in compenso ogni sguardo ha in regalo un'imprendibile vista mozzafiato sul Golfo di Genova. Ha difeso la costa piazzando a bastione un'affilata scogliera a tratti invalicabile e poi, siccome il nemico bisogna sempre rispettarlo ed una chance bisogna dargliela, ha lasciato aperti due o tre scaletti dove si infila il mare. Chi vuole, attraverso i piccoli pertugi della Torre, dello scalo Demola, della Chiappa, con il dovuto rispetto, può accedere ad un mare stupendo. Insomma Pieve Ligure è bellissima, ma va amata con grande rispetto..e.... secondo Voi "Storie di barche" dove poteva nascere?
Ehi...e la mimosa?: non Vi si racconta della mimosa per cui Pieve è famosa nel mondo?...ma allora vuol dire che Vi piaccion beffe: la mimosa è una manciata di sabbia gialla lanciata negli occhi incupiti dal freddo e dalle nebbie. Quando tutto intorno a Pieve, nei primissimi mesi dell'inverno, il tempaccio la fa da padrone, su questi monti vengon fuori piccoli lampi, macchie di giallo che non son fiori, che se li tocchi li scolori e....insomma un altro scherzo di una natura fantastica e fascinosa. "Storie di Barche" di quel giallo sa e non si lascia andare; la pialla e la raspa seguitano serie e lente continuano la loro corsa, ma nell'aria c'è un profumo tutto nuovo: la primavera.
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