barca di legno a remi
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I remi della Galea

Due Remi in faggio, lunghi 12 metri, da pezzo unico per la Galea del Museo del Mare di Genova

Nasce nel cuore dell’invernata, nell’Appennino Tosco Emiliano, il nuovo, importante, progetto di Storie di Barche: due remi in pezzo unico, lunghi dodici, metri per la Galea del Museo del Mare di Genova. Protagonisti la Guardia Forestale con la Caserma di Badia Prataglia, il Parco Nazionale delle Foreste del Casentino, Livio e Gianfranco due esperti artigiani di Badia e il Museo del Mare di Genova, ma soprattutto tre splendidi faggi centenari. Diverse e interessanti sono le fasi attraverso cui si articola l’iniziativa: la scelta del bosco, delle piante, il taglio, lo spacco, il trasporto, la stagionatura, la ricostruzione degli attrezzi e finalmente l’intaglio dei remi. Dietro ogni “capitolo” diversi protagonisti, apportando le loro conoscenze, consentiranno di finalizzare il progetto che sarà reso disponibile al grande pubblico del Galata. Sarà inoltre fondamentale la collaborazione con la Corporazione dei Remer di Venezia forte dell’esperienza nel bosco del Cansiglio oltre che dei propri 700 anni di tradizione.



La scelta del bosco, delle piante e il taglio.
Scegliere il bosco non è stato così complesso. Le foreste del Casentino sono spettacolari e di una bellezza impressionante: noi ci siamo "caduti" dentro per caso ed abbiamo capito immediatamente che avendo bisogni di faggi alti e dritti, quello era il posto giusto. La disponibilità degli uomini della Forestale di Badia Prataglia hanno reso poi la cosa concretamente fattibile. La difficoltà principale nel scegliere le piante è costituita dalla lunghezza del tronco che deve mantenere per almeno i dodici metri una circonferenza tra i 50 e i 60 centimetri e deve essere dritto, senza nodi e senza movimenti rotatori. La dimensione delle piante è notevole perché alla chioma si arriva sino ai 50 metri. Uno degli aspetti determinanti è evitare tronchi con i cosiddetti nodi ciechi: essendo piante molto vecchie, questi alberi hanno la possibilità di nascondere nei primi metri i nodi dovuti alla presenza dei primi rami verso terra; i nodi ciechi appunto. Bisogna poi considerare che la Forestale e il Parco hanno rigide norme conservative ed anche in caso di autorizzazioni straordinarie al taglio come in questo caso, devono rispettare comunque alcuni vincoli a tutela dell’esbosco. Risulta dai documenti che anche nel '500 e nel '600 le piante effettivamente utilizzabili per la costruzione di remi lunghi fossero in numero limitatissimo in porzioni di bosco non limitate.


Lo spacco e il trasporto
Lo spacco deve avvenire pochi giorni dopo il taglio quando la fibra non ha ancora fatto in tempo ad asciugare compattandosi: sarebbe ottimale lasciare la chioma per una quindicina di giorni in modo che la stessa possa assorbire, “tirar su”, un po’ di umidità dal tronco agevolando e riducendo i tempi della stagionatura. Nel nostro caso si sono dovuti accelerare i tempi tra taglio e spacco per il problema dell’esbosco: se fosse nevicato poco dopo il taglio avremmo dovuto aspettare molto tempo per esboscare, rischiando di vanificare il lavoro e quindi nel giro di dieci giorni, sfruttando una piega fortunata del tempo, si è tagliato, esboscato, spaccato e trasportato le quarte da cui verranno realizzati i remi. Per Storie di Barche la logistica del trasporto di 12 quarte di faggio lunghe dodici metri dal Casentino alla Liguria è stata un'operazione titanica, portata a a buon fine solo grazie alla collaborazione ed alla pazienza degli uomini di Badia e della Grendi Trasporti.



Stagionatura e preparazione del remo
Le quarte dei faggi sono al riposo per la stagionatura. Ancora un pò di pazienza.