Regata Vela Latina a Portovenere.

27-28 Maggio 2006.
Nello straordinario scenario di Portovenere, ancora due bellissime regate del circuito Univet di Vela Tradizionale. PortoVenere e il Suo Golfo (un grazie all’Amministrazione per l’accoglienza e il sostegno agli organizzatori) accolgono con grande calore le barche della Vela Latina e la profonda tradizione marinara del Golfo di Spezia raccoglie la sfida: scendono infatti in acqua molte barche locali appositamente riequipaggiate che vanno ad aggiungersi ai protagonisti di tutto il circuito.
Storie di Barche tiene a riposo forzato il gozzo Mani Man (si stanno rifacendo le vele) e schiera le due plate; il Museo del Mare di Genova corre ancora sul Biancamaro.
Alcuni problemi che si erano evidenziati a Celle Ligure sono stati risolti anche se molto c’è ancora da fare per migliorare il risultato agonistico.
Intervista a Matteo che ha realizzato Fugassa, una delle due plate in corsa nella giornata di Sabato.
Matteo come siamo andati? La nostra regata era contro l’altra Plate di Storie di Barche, Pignatta: si tratta di una sorta di monotipo e quindi con barche identiche ci si poteva confrontare. Chi ha vinto? Pignatta, dobbiamo dire ha stravinto; siamo partiti bene tutti e due, però in partenza erano già davanti al vento e poi se ne sono andati.
Che cosa è successo? Pignatta dopo Celle ha rivisto l’equipaggio: sono sbarcate le ragazze e sono saliti due maschietti. Paolo, un buon passato da derivista, ha preso il timone e ha fatto la differenza. In partenza è partito benissimo e nonostante anche noi fossimo messi bene era già davanti al vento. Col procedere della regata ci hanno veramente messo in difficoltà.
Come mai queste differenze tra due barche uguali? Su questo tipo di barche c’è un grandissimo problema di messa a punto e regolazione delle vele e degli assetti e poi conta anche l’esperienza del timoniere: Paolo è stato molto forte, concentrato e determinato in una regata durata oltre cinque ore. Con pialla è scalpello non lo vedo nemmeno, ma al timone niente da dire, la differenza si è vista.
C’è possibilità di recuperare? Secondo me certamente: già rispetto a Celle abbiamo fatto enormi passi avanti. Essendo poi due armi di Storie di Barche ed essendo quindi dello stesso team gli errori e i progressi sono tra noi condivisi e quindi possiamo solo che migliorare.
La regata così lunga vi ha penalizzati? E’ dura per barche piccole con questi percorsi infiniti con moltissima bolina: bisogna rimanere concentrati a lungo, la fatica fisica con vento su queste barche è notevole e indiscutibilmente la minore superficie velica non ci aiuta.
Una critica dunque all’organizzazione? Assolutamente no: è stata una regata magnifica. Affrontare il giro delle isole è stato fantastico: dieci miglia di navigazione in mare aperto con la barca fatta da noi è fantastico. Le tavole e i pezzi su cui ho lavorato per mesi e mesi e che ha visto grezzi e che poi abbiamo “barca” danno un’emozione incredibile. Quei pezzi li conosciamo a memoria e vederLi adesso reagire, tendersi al vento ( spesso di bolina Sabato) e spingere la barca è un’emozione immensa. Francamente primi o secondi o ultimi conta meno: personalmente la mia regata l’ho vinta. Ho costruito una barca che Sabato ha tenuto testa per moltissimo ad un leudo, per un bordo intero ci sono stati a non più di cento metri: la mia vittoria, scusate la presunzione, è questa qui. Con questo non mi tiro certamente indietro, questa volta ha vinto Pignatta, ma già a Genova il 10 e 11 Giugno cercheremo di batterli e possibilmente cercheremo di metter dietro a Fugassa anche qualche gozzo dei più piccoli perché ne abbiamo tutta la possibilità.