La Biblioteca del Mare si rinnova
In collaborazione con la Provincia di Genova, la Biblioteca del Mare di Pieve Ligure rafforza ed incrementa
i testi specializzati nei temi sul mare. Dopo un lungo lavoro di riordino e di organizzazione informatica,
la Biblioteca del Mare presso Storie di Barche prende a svilupparsi: andiamo a vedere come funziona questa piccola
biblioteca specializzata e quale funzione ricopre nell’ambito dell’Associazione parlando con Stefania che si è fatta
carico dell’intero progetto libri per Storie di Barche.
-Stefania, quanto c’è voluto per arrivare all’attuale sistemazione e quanti sono i libri attualmente disponibili in Associazione. C’è voluto oltre un anno per arrivare all’attuale sistemazione che vede disponibili adesso circa 400 volumi, (di cui una cinquantina appena arrivati ) interamente catalogati e disponibili in rete attraverso il sito www.storiedibarche.it: la biblioteca del mare è stata un’altra delle intuizioni dell'Associazione che però nel tempo ha visto arrivare troppi libri. E’ stato quindi necessario sfoltire, dare un ordine, catalogare e quindi rendere il tutto disponibile via Internet: adesso che tutto questo è stato fatto e che la Biblioteca ha un indirizzo preciso la gestione è più semplice.
-In che cosa consiste questo indirizzo preciso e quale senso può avere un biblioteca così piccola e così
delocalizzata. Bisogna partire dalla base di tutto: Storie di Barche è, nella sua definizione, il Cantiere degli
antichi mestieri del mare. Va bene quello che ruota intorno a questo concetto che viene ripreso anche in tante altre
attività dell’Associazione. Questo non vuol dire limitarsi alla saggistica, ai manuali o ai libri di storia: vanno
benissimo anche la narrativa e i libri per i ragazzi, ma sempre tenendo in considerazione che siamo all’interno di
Storie di Barche. Non avrebbe alcun senso ingrandire a dismisura il numero dei libri disponibili inserendo temi lontani
dalla nostra attività. E’ chiaro che la Biblioteca si rivolge ad un utente particolare e di settore, anche se non così
limitato come può sembrare.
-E’ logico domandarti quanti sono gli utenti di questa biblioteca e quanti sono i prestiti. Non mi preoccupa rispondere che gli utenti sono pochi e i prestiti concentrati prevalentemente sugli stessi soggetti, ma questo non ci scoraggia affatto. Prima di tutto occorre evidenziare come il “mercato della lettura” (teoricamente vastissimo) sia in crisi nera: le gente non legge o legge pochissimo; la televisione assorbe quasi interamente il tempo libero che le persone hanno a disposizione, basta leggere le impressionanti statistiche delle ore medie pro capite di fronte alla Tv. Detto questo, proporzionatamente alla nostra dimensione, non andiamo male forse anche perché con l’informatizazzione via, Internet e il rapporto con la Provincia di Genova siamo molto più avanti di altri. Attraverso il Menu interattivo della biblioteca sul sito è possibile consultare tutti i volumi a disposizione. Molti titoli sono anche sui motori di ricerca, quindi in alcuni casi è possibile arrivare alla Biblioteca del Mare di Pieve non necessariamente passando dal sito di Storie di Barche. Lo sforzo, come si vede, non è stato irrisorio.
-Veramente alcuni Mega Store sono costantemente pieni: non è che i libri di mare invece sono tutti molto simili e alla fine stufano? Non ho tutti gli elementi per valutare, ma farei attenzione nel distinguere alcuni aspetti dello “shopping” che inevitabilmente (e per fortuna) coinvolgono anche il libro, con prodotti commerciali che di “libro” hanno pochissimo ( o per lo meno dove il Marketing conta molto più del contenuto) dalla realtà di chi effettivamente legge i libri;comprandoli o rendendoli a prestito nelle biblioteche. In merito ai libri di mare, la domanda mi pare priva di alcun senso: chiaramente i manuali e certa saggistica si rivolgono ad un utente specializzato e non si tratta di libri per tutti i gusti. Se tuttavia dagli scaffali si prova a prendere, a solo titolo di esempio, l’avventura di Nansen al Polo Nord sul Framm, la storia del Comandante Straulino sul Vespucci, le imprese del Corsaro Bacicio , la tradizione ligure della pesca alle acciughe nel nostro Pesci Salati, la caccia alla Bismark nei Mari del Nord Atlantico mi pare assurdo parlare di libri tutti uguali; ma forse con la domanda ci si riferiva
ad alcuni libri commerciali circa l’alto comando o ai libri di alcuni navigatori che, a fronte delle loro imprese spesso
ben sponsorizzate, sono poi inevitabilmente obbligati a raccontare le loro grandi imprese in libri di grande pathos.
Questi, effettivamente, sono tutti abbastanza simili, ma comunque contribuiscono moltissimo alla diffusione della lettura
dei libri di mare. Spesso la novità, la fama dei personaggi, attirano il lettore che poi, magari, si sposta su altre
letture.
-In ultimo Stefania, dopo questa tua decisa difesa della Vostra Biblioteca, secondo te qual è il vero valore, la vera funzione dei libri di Storie di Barche e quali sono gli obiettivi ancora da raggiungere? E’ una domanda tosta: il vero valore sta nel concetto di libro; il libro è libertà (gratuita) di confrontare, analizzare, scoprire, acquisire conoscenze su situazioni diversissime per spazi geografici, temporali e contenuto. Una formidabile occasione di apprendimento, un filtro attraverso cui poter assumere, con maggiore libertà e possibilità di confronto, le decisioni della vita. (E se si concorda con me, pensa quale dramma sia il non leggere). Circa la funzione della nostra biblioteca: Storie di Barche è composta da diversi elementi che costituiscono un valore a sé stante e nel contempo un unicum. La nostra biblioteca propone temi che ricorrono nei libri, analizziamo nei circoli di studio, riprendiamo nei corsi, utilizziamo per costruire le barche, spesso sono fonte di idee per le nuove iniziative. Certamente mancano ancora cose: sappiamo e vediamo attraverso internet che c’è interesse per i disegni delle barche e dei piani di costruzione. Speriamo prima o poi di realizzare una catalogazione precisa e soprattutto organizzare una vera fruizione dei disegni, ma il vero progetto è un altro: portare i libri fuori di qui e presentarli insieme all'elemento di punta di Storie di Barche: le nostre barche. E' un'operazione che possiamo fare, ancora un volta, con l'aiuto della Provincia di Genova: io credo che potremmo avere un ottimo riscontro.