La costruzione del gozzo
Il mezzoscafo

Entra nel vivo la costruzione del gozzo con la realizzazione di sei mezzi scafi: Roberto ha preparato i modelli su alcune tracce fornite dall’Arch. Spina di Marciana Marina.
Nel realizzare i modelli Roberto ha già proposto diverse soluzioni che verranno ulteriormente valutate con Angelo e con Spina stesso. Da una di queste soluzioni si arriverà alle linee del gozzo e di qui allo scafo della barca.
E' possibile sostenere l’iniziativa ordinando via
mail una copia dei mezzi modelli di cantiere realizzati per la costruzione del gozzo.
Tracciato
Ecco che dalla teoria ci si avvicina alla pratica: dai disegni si
riporta il tracciato in dimensioni uno/uno di chiglia e ordinate per arrivare
alle seste in compensato che porteranno al taglio nelle tavole grezze.
Chiglia
Due particolari della chiglia in rovere con il controruota.
Cominciano i passaggi delicati.
Piegatura del legno
Si procede a fuoco vivo per piegare le tavole di
fasciame. Non si tratta di una scelta ad effetto; si è preferito scaldare
solo la parte destinata alla piega evitando la classica (e più veloce)
"bollitura" delle tavole per evitare di intaccarne la fibra e la resistenza.
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Fasciame
Sulle seste di impostazione salgono finalmente le prime tavole e
il gozzo prende forma. Una vista di prua della cinta e del torello; la
tavola in assoluto più complessa. Via via che questi pezzi difficili vanno
in posizione, i ragazzi prendono sicurezza e la sfida si fa più avvincente.
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L'ossatura
Si passa quindi all'ossatura con madieri e ordinate (24 in tutto): ecco
quindi il riscaldamento a vapore dei travetti in acacia da cui verranno
ricavate le ordinate; il travetto appeno uscito dal
"pentolone" passa alla piegatura sfruttando la sesta (piega ordinata) e
quindi ecco l'ordinata piegata. Completata l'ossatura si tolgono le seste di impostazione e la barca è
libera per poter applicare le serrette e quindi poter preparare i pezzi che
andranno all'interno della barca: bagli, panche, carabottini.
Gli imboni

Qui il primo imbono con il particolare del bordo uscito
dal riscaldamento a vapore a prendere forma lungo la cinta.
Gli imboni saranno alla fine quattro per parte ed è nella foto, la
terza tavola di fasciame dall'alto.
L'imbono è la tavola più complessa in quanto viene inserita a "tappo" tra
due tavole di fasciame già applicate e deve quindi aderire per l'intera
lunghezza sia sul lato superiore che inferiore. Questa tavola viene
applicata in giornate di tempo secco in modo che poi l'umidità consenta di
"serrare" ancor di più il fasciame. Maggiore il numero degli imboni e
maggiore risulterà il serraggio tra le tavole di fasciame. L'imbono era il
passaggio fondamentale della Grande Sfda: ora inizia la discesa.
Tra un lavoro e l'altro si prepara anche l'incollaggio di due travetti in
conifera per arrivare all'albero.
Prima delle finiture
La prima immagine, ripresa durante l'esposizione all'Euroflora, mostra la barca
prima delle finiture esterne e interne. L'esposizione all'Euroflora
rallenterà i lavori per circa una decina di giorni e quindi il gozzo
entrerà, per la Sua ultimazione, al Museo del Mare il 15 Maggio.
Completato il fasciame, la sfida la si vinta in questo punto, la barca
viene completamente passata a pialla e il fasciame finito, si procede quindi
alla calafatura. Nella fato i baffi del calafato. Si passa una mano di manio
sullo scafo e la barca è pronta per essere capovolta e passare quindi alla
finitura degli interni: panche, carabottini, pernaccia prua e poppa, timone
e paioli.