I protagonisti
Costruiranno il gozzo
Francesco Calcagno (74), Matteo Valentini (78) e Roberto Guzzardi (63) sotto
la guida di Angelo Troccoli che ha molti capelli bianchi. Francesco e Matteo
escono entrambi, dopo il diploma delle superiori, dai corsi professionali della
regione Liguria: Francesco come carpentiere e Matteo come arredatore navale.
Seguendo diverse strade arrivano tutti e due ad esercitare la loro professione
in via autonoma e mentre Francesco si concentra maggiormente sui lavori civili
tipici del carpentiere, in particolare mobili su misura, Matteo segue una tortuosa
strada che lo ha portato a diversi lavori nell'allestimento navale, nella modellistica
professionale, alle lavorazioni su materiali composti per le alberature in carbonio.
In entrambi casi comunque prevale la passione del legno e per la nautica e di
qui le frequentazioni di Storie di Barche; Matteo partecipa infatti a diverse
iniziative ed in particolare alla realizzazione della terza barca per le scuole
del Golfo Paradiso, mentre Francesco sta recuperando con un complesso lavoro
di restauro il gozzo Mani Man donato all'Associazione qualche anno fa. Roberto
è invece la vera anima di Storie di Barche: partito anche lui da lavori di carpenteria
in legno, restauri in particolare, ha lavorato presso diversi cantieri, ha realizzato
molti mezziscafi e di lì è poi arrivato ai "mestieri del mare" inventando e
costruendo Storie di Barche. E' lui che negli anni ha saputo raccogliere intorno
a sé una serie di soci e i diversi Enti Pubblici aggregandoli nella struttura
dell'Associazione dove sono poi cresciute molte iniziative. In un crescendo
progressivo si è arrivati alla costruzione delle barche: la lancetta, la ricostruzione
pressoché totale del biancamaro, le plattes per le scuole, il dory e adesso
la grande sfida del gozzo. Infine Angelo Troccoli, la guida tecnica, il maestro,
di tutta la costruzione: la storia di Angelo è quella del tipico maestro d'ascia
che inizia a lavorare a nove anni ed a 14 mette mano al primo fasciame di un
gozzo. Nel corso della Sua lunga esperienza non ha mai avuto un esercizio in
proprio, ma è stato capocantiere presso i più importanti cantieri come ad esempio
Penco e Beltrami. Il progetto per buona parte è basato sulla disponibilità,
rarissima, di questo maestro ad insegnare. Costruire una barca significa assemblare
in progressione i diversi pezzi via via realizzati: ogni pezzo si appoggia al
precedente e quindi è necessario che la singola realizzazione sia perfetta.
Chi non ha una guida, soprattutto se la barca è complessa, durante i vari passaggi
si perde e non riesce a progredire.
Gli attrezzi per realizzare una barca sono
abbastanza semplici e di fatto sono la pialla, la raspa e lo scalpello, ma certe
operazioni per impararle bisogna farle e se non si vede come si fa, prima di
arrivare a realizzarle ci vuole un'infinità di tempo. Possono essere di buon
aiuto i manuali (in Nord America ne esistono molti), ma non esiste praticamente
nulla sui gozzi e in ogni caso è incomparabile la possibilità di seguire direttamente
la realizzazione dei pezzi più complessi rispetto al leggere. E' grazie ad Angelo
che sarà possibile realizzare questo progetto "del fare" in assoluta controtendenza
in questo mondo "dell'apparire".
Ecco perché il lavoro didattico del Museo sarà
fondamentale nel capitalizzare questa eccezionale esperienza rendendola disponibile
a tanti ragazzi e saranno altresì fondamentali gli sponsor che forniranno un
contributo davvero importante ad una incredibile occasione di crescita culturale.
|