Circoli di Studio: gli antichi mestieri del mare

Piegatura a caldo del legno. I pezzi curvi per l'ossatura in particolar modo
gli staminali si possono ottenere mediante bollitura di pezzi dritti e successiva
piegatura forzandoli su forme curve appositamente predisposte lasciandoli quindi
raffreddare lentamente Diversamente per le tavole di fasciame si ricorre al
riscaldamento diretto con il fuoco tenendo umida la parte esposta alla fiamma
e forzandola progressivamente con una serie di artefici per ottenere piegatura
e svergolatura materiali: legno di acacia per le stamanee (ossatura trasversale),
legno di pino per le tavole di fasciame, chiodi di rame per la loro chiodagione,
legno tenero per costruzione delle forme utensili: caldaia o tubo per la bollitura,
ciegùn e maniglione per la forzatura in piega dei legni, elettrosega per sgrossatura
tavoloni acacia, morse da legno; pialletti di varia foggia, raspe e scalpelli
da legno per la successiva lavorazione dei legni curvati a caldo.

Calafataggio: Da "Tamata e l'alleanza" romanzo scritto da Bernard Moitessier,
grande navigatore, nato in Indocina, dove imparò i rudimenti della vela dai
pescatori vietnamiti. Il padre di Hao parla a Bernard. "Per calafatare sul serio,
devi entrare tu stesso nella fessura insieme alla fibra, devi farti fibra di
cai tram, avere i suoi occhi. Se ci riesci, vedrai allora come l'acqua cerca
d'entrare, perché avrai anche gli stessi occhi dell'acqua." Da questa descrizione
si capisce come il lavoro del calafato sia un lavoro difficile e di precisione.
Ricordiamo a tal proposito che anticamente si diventava maestri calafati dopo
otto anni di apprendistato mentre ne bastavano cinque per diventare maestro
d'ascia Con il termine calafatare si intende l'operazione d'introdurre con lo
scalpello e il mazzuolo stoppa (canapa) o cordonetto (cotone) nelle connessure
(fessure) delle tavole dei ponti e del fasciame delle navi e barche in legno,
e di versarvi sopra della pece, o altro prodotto oleoso e appiccicoso, allo
scopo di ottenere l'impermeabilità all'acqua. Anticamente per calafatare si
utilizzavano materiali diversi come capelli umani, licheni e muschi, erbe, scorza,
ecc. Con il calafataggio si rende stagna l'imbarcazione. Quando il comento (fessura)
fra le tavole è eccessivo si procede alla invergatura, introducendo e incollando
a forza nel comento una lista di legno di sezione leggermente conica. Per un
lavoro esteso si passa nei comenti la lama di una sega elettrica circolare al
fine di ottenere una fessura con apertura costante fra tutte le tavole del fasciame.
Utensili: Ferri ad uncino di vario diametro, ferri e scalpelli d calafato, mazzuolo
e maglietto da calafato, sega circolare per apertura comento; sega a nastro
e pialletto a mano per la preparazione delle liste di legno per l'invergatura.
Materiali: stoppa, cordonetto, pitture ad olio o biacche, resine epossidiche,
stucchi.

Uso delle resine per impregnazione e laminazione nella costruzione e riparazione
degli scafi nautici (a cura di Edoardo Miola - docente in ambito circolo di
studio) Si intende sviluppare una conoscenza di primo livello rispetto ai materiali
comunemente in commercio utilizzabili per la manutenzione o per la costruzione
di piccoli particolari in resina rinforzata e fibre di vetro o aramidiche nonché
per interventi di risanamento e consolidazione di scafi in legno deteriorati.
Verranno analizzati i seguenti temi riconducendoli alle esperienze fatte dai
partecipanti del circolo ai problemi riscontrati e ai risultati ottenuti. Pericolosità
dei prodotti, tossicità, applicabilità. Norme di prevenzione, la protezione
della pelle e l'abbigliamento. La resina poliestere, i sistemi epossidici, il
vinilestere. Gli additivi, addensanti, cariche, strutturanti. Gli adesivi epossidici
specifici. I tessuti per la laminazione, scelta dei prodotti Rasature stuccature,
preparazione per i cicli di verniciatura. Gli incollaggi strutturali, le resine
epossidiche per la sigillatura degli scafi. Le colle per il legno, l'impregnazione,
compatibilità e scelta dei sistemi. L'uso delle schiume per la realizzazione
di piccole appendici, spoilers, pinne, clinkers, rinforzi , blocchi di supporto
motore, ecc. I dimensionamenti e l'installazione. Conclusioni. Utensili: Pennelli
per la laminazione, rullini, vaschette per la resina, rulli frangibolle, carta,
stracci, forbici. Materiali. Guanti, mascherine, tute di carta complete, pasta
lavamani, pasta protettiva Resina poliestere (3 kgJ), Resina Epoxy Ampreg 22
(3 kg). Microsfere , elemento tixotropico Campionatura di tessuti: stuoia, matt,
tessuto "sbieco", tessuto leggero, stuoia mista, aramidici, carbonio. Film per
vuoto e per protezione, il microforato, il peel play, panno assorbente Cera
distaccante, film distaccante, distaccante all'alcool. Schiuma poliuretanica,
il polistirolo, poliuretano da edilizia. Epolite, stucco per rasatura, stucchi
poliesteri Fondo ancorante Epoxy Solventi per la pulizia.
Nodi e impiombature. Nodo: voce generica che indica una legatura solida, rapida
a farsi e a disfarsi. Di forme diverse si adattano ognuno a particolari compiti
ai quali sono destinati. Ogni nodo ha un suo particolare utilizzo e serve per
quel particolare compito. I nodi derivano dall'antica esperienza marinara. Riportiamo
in una rapida sintesi l'impiego dei nodi più usati a bordo e la loro descrizione.
Nodi di arresto: si eseguono all'estremità di una cima per impedire che questa
si sfili da un foro: nodo semplice, nodo savoia. Nodi di congiunzione: servono
per congiungere due cime di uguale o differente diametro allo scopo di ottenerne
una più lunga. Nodo piano, gruppo d bandiera semplice o doppio. Nodo da tonneggio
o del vaccaio, nodo di matafione, nodo piano ganciato. Nodi ad occhio: (gasse):
servono per formare un anello /occhiello non scorrevole all'estremità di una
cima. I loro usi sono infiniti, ad esempio per incappellare su una bitta, per
sostenere un salvagente, una persona, ecc., per legare un bugliolo: gassa d'amante
semplice e doppia, gassa spagnola. Nodi di avvolgimento: servono per fissare
una cima ad un corpo cilindrico, albero, anello, ecc. I più comuni sono : nodo
parlato semplice e doppio, gruppi d'ancorotto, bocca di lupo, nodo di bozza,
nodo per rimorchio. Nodi di accorciamento: servono per accorciare una cima senza
tagliarla: nodo margherita. Nodi di gancio: si usano per appendere un carico
(cassa, botte, imbarcazione, ecc.): nodo di gancio semplice e doppio. Impiombature:
unione stabile e permanente di due corde fatta per intreccio reciproco dei loro
legnoli. Significa la fermezza dell'unione simile a quella dei metalli congiunti
con piombo fuso. Così differenziate: impiombatura di gomena, impiombatura a
occhio, impiombatura corta, impiombatura lunga, impiombatura doppia. Utensili:
caviglie per impiombature (10), guardapalmi per cuciture e legature (5), forbici
o coltelli (2), borelli per impiombature (5). MaterialiJ corda in canapa a tre
legnoli (metri 30),corda in poliestere a tre legnoli (metri 30),corda tipo treccia
semplice (metri 30), filo peciato (una bobina), cera d'api (due etti), cuoio
tipo vacchetta